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10 Novembre 2025
I bonus edilizi per ristrutturazioni ed efficienza energetica sono prorogati per il 2026 alle stesse condizioni previste per l’anno 2025, cioè con aliquote del 50% e del 36%.
La proroga è prevista dalla Legge di Bilancio 2026 approvata oggi in via definitiva della Camera dei Deputati con 216 voti a favore, 126 contrari e 3 astenuti.
Si conferma dunque la proroga di un anno del sistema attuale, con il beneficio pieno per le abitazioni principali e quello ridotto per gli altri immobili a uso abitativo.
Resteranno in vigore le due agevolazioni cardine:
- il bonus ristrutturazioni (art. 16-bis del TUIR), con detrazione al 50% per la prima casa e al 36% sulle altre;
- l’ecobonus per interventi di efficienza energetica (art. 14 del DL 63/2013) con detrazione al 50% per la prima casa e al 36% sulle altre.
Senza questo intervento normativo, dal 1° gennaio 2026 le aliquote sarebbero scese al 36% per le prime case e al 30% per le altre, come previsto dal regime a scalare introdotto nel 2024.
Bonus edilizi 2026, requisiti e modalità di accesso
Per accedere ai bonus edilizi 2026 al 50%, il contribuente dovrà essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile e avere la residenza anagrafica nell’abitazione oggetto di intervento. Alle seconde case e agli immobili non destinati a residenza principale, compresi quelli concessi in locazione o uso gratuito, continuerà invece ad applicarsi l’aliquota del 36%.
Il limite di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con detrazione Irpef da ripartire in 10 quote annuali di pari importo. Non è prevista la riapertura delle opzioni di sconto in fattura o cessione del credito, sospese dal D.L. 39/2024, salvo per interventi già avviati entro il 29 marzo 2024.
Bonus ristrutturazione ed ecobonus, lavori ammessi
Rientrano nel perimetro dei bonus edilizi 2026 le tipologie di intervento già previste dal bonus ristrutturazioni e dall’ecobonus:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo di unità immobiliari residenziali;
- ristrutturazione edilizia, comprese le modifiche interne ai locali, la realizzazione di nuovi servizi igienici o la demolizione e ricostruzione nel rispetto della sagoma originaria;
- interventi di efficientamento energetico come la sostituzione di infissi e serramenti, l’installazione di pompe di calore, sistemi ibridi o caldaie a condensazione (sono escluse le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili), e la posa di pannelli solari termici o fotovoltaici connessi alla rete elettrica;
- interventi antisismici minori e di miglioramento della sicurezza statica dell’edificio;
- eliminazione di barriere architettoniche, anche mediante l’installazione di ascensori o montacarichi.
Sono detraibili anche le spese per progettazione, direzione lavori, perizie, asseverazioni e oneri di urbanizzazione, collegate agli interventi.
La proroga delle aliquote ha un onere stimato di circa 1,5 miliardi di euro per le casse pubbliche: circa 1 miliardo per il mantenimento del 50% sul bonus ristrutturazioni e mezzo miliardo per estendere la stessa aliquota all’ecobonus. Un impegno significativo ma ritenuto necessario per preservare la stabilità del mercato edilizio, che negli ultimi anni ha subito forti oscillazioni legate al ridimensionamento del Superbonus.
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